Racconto di un ex bulimica e di una “storia pericolosa”

Data: 21/07/09 Autore: pokerface___ Commenti: 30

D: Quando iniziò la tua bulimia?
R: iniziò in un periodo molto brutto della mia vita: avevo molti pensieri per la testa, la mia concentrazione a scuola era scesa da un momento all’altro, e avevo appena avuto una serie di esperienze deludenti. Parallelamente a questa bulimia nervosa, avevo anche altri sintomi di stress e di malessere come una forma di gastrite nervosa, tosse nervosa, e soffrivo di crisi di panico e ansia ricorrente.
D: inizialmente parli di esperienze deludenti. Di che esperienze parli?
R: beh, in quel periodo avevo vissuto varie esperienze deludenti e soprattutto “esperienze” che hanno segnato la mia vita.
È iniziato tutto dopo un’ amicizia finita male, una storia a distanza e in particolare dopo la storia con un ragazzo…riamiamola una storia pericolosa.

D:perché storia pericolosa?
R: in pratica successe che io avevo un ragazzo di 17 anni, lui, diciamo, ke era uno di quei ragazzi che pensano solo ad una cosa; io mi ero illusa di vivere una grande storia d’ amore finchè un giorno lui inizio a scrivermi su internet e per messaggio una serie di porcate e, un giorno arrivo persino al punto di dire: ti stupro!
D: veramente? E dopo cosa successe? Hai chiesto aiuto a qualcuno?
R: sfortunatamente non avevo il coraggio di chiedere aiuto a nessuno anche perché a queste strane “conversazioni” partecipavo anche io, perché ormai ero sotto il suo “possesso”, facevo tutto quello che voleva lui. Finchè un giorno per puro caso, il mio cellulare capitò nelle mani di mio padre che lesse tutti i messaggi che erano salvati sul telefonino.
D: e che cosa successe quella sera?
R: beh, quella sera io speravo con tutto il cuore che mio padre non leggesse quei messaggi, anche sa da una parte speravo li avesse letti per scoprire questo segreto che tenevo nascosto dentro me ormai da mesi. Però una parte di me pensava che se per tutta la vita mio padre non mi aveva mai alzato le mani, beh, a mio parere in quel momento l’avrebbe fatto.
D: e poi che successe?
R: fortuna che non fu così: lui non mi alzò le mani, ma in compenso fece leggere tutti i messaggi anche a mia madre, e, per un lungo periodo decisero di tenere il mio telefonino e il mio computer sotto controllo.
D: in che senso sotto controllo?
R: beh, i miei si erano arrabbiati perché questa storia mi aveva preso la mano, e ormai andava avanti da mesi, e io non riuscivo più a tirarmene fuori, non riuscivo più a dirgli di no, ormai facevo qualunque cosa lui mi dicesse. Avevo perso il controllo delle mie azioni, per me lui ormai era diventato quasi come una droga: non riuscivo a smettere di sentirlo…ci provavo ma sembrava impossibile; per me sembrava impossibile eliminare quel ragazzo dalla mia testa…
D: e che successe? E poi hai chiarito con i tuoi genitori?
R: si, dopo alcuni giorni dall’accaduto, spiegai ai miei come stava davvero la situazione e che io mi ero fatta prendere la mano, ma che a me tutte quelle “porcate”(scusate la volgarità) che lui scriveva non mi interessavano…
D: e quando vi vedevate lui che faceva?
R: mah, veramente ci siamo visti solo due volte, entrambe le volte ci siamo visti di striscio: in entrambe le volte lui diciamo che faceva sguardi strani e gesti ancora più strani. Il comportamento che aveva affermava tutte le cose che scriveva nei messaggi: io mi sentivo quasi come la sua schiavetta. Dopo circa un mese, in cui lui continuava a mandare messaggi sul mio cellulare e a chiamare, mia madre lo chiamò.
D: lei fingeva di essere te o gli e lo disse che era lei?
R: lei disse di essere mia madre e lui finse persino di non conoscermi.
D: e lei cosa gli disse?
R: innanzi tutto gli disse di non fare il furbo perché sia lei che mio padre avevano letto i messaggi che lui aveva mandato sul mio cellulare, e gli disse anche di non mandare più messaggi, di lasciarmi stare e che se avrebbe insistito sarebbe scattata una denuncia(anche perché lui di lì a poco avrebbe compiuto 18 anni).
D: ha fatto più che bene! E adesso invece, lo stai continuando a sentire?
R: beh, io ho dovuto fare molte sedute dalla psicologa per rimettermi in sesto.
D: sembra che questa storia ti abbia sconvolto! Che successe dopo?
R: mmm… non sapevo cosa stesse succedendo al mio corpo, avevo perso il controllo totale sulla mia mente… da un momento all’altro mi sentivo esclusa dal gruppo, non avevo più voglia di stare in compagnia(cosa che a me non era mai successa), avevo sempre dolori fisici, mangiavo tanto e vomitavo altrettanto tanto. Mi ricoverarono 3 o 4 volte in ospedale perché di punto in bianco, qualunque cosa stessi facendo, il mio corpo si bloccava, mi iniziavano a formicolarmi le mani e i piedi, poi anche le braccia e le gambe; non riuscivo più a camminare, vomitavo e talvolta svenivo. Subito dopo mi ritrovavo in una stanza di ospedale, circondata da medici, oppure su qualche ambulanza con dentro persone che cercavano di tenermi sveglia. Una o due volte i medici hanno dovuto ricorrere a medicinali pesanti per calmare le mie crisi, come sedativi.
D: che brutta situazione! E i tuoi genitori come la prendevano?
R: beh naturalmente erano molto preoccupati per questa mia situazione e cercavano di fare di tutto per aiutarmi. Però pensa come si sentivano quando io dicevo mamma esco oppure andavo a scuola, e dopo qualche ora ricevevano telefonate in cui dicevano che mi stava venendo a prendere un ambulanza che mi avrebbe portata al pronto soccorso più vicino al luogo in cui mi trovavo e che loro avrebbero raggiungermi immediatamente!
D: cosa succedeva in ospedale:
R: o mi addormentavo oppure mi somministravano sedativi o cose del genere che mi facevano dormire ore e ore, e al mio risvegli stavo di nuovo bene, la mia mente ci subiva ovviamente, questo andò avanti finchè un giorno andai da un medico che mi disse che probabilmente il motivo per cui mangiavo molto e subito dopo vomitavo probabilmente era a causa di una “malattia” chiamata: bulimia.
D: ma eri tu a provocare il vomito?
R: a volte si, perché avevo sensi di nausea ma non riuscivo a rimettere, e molte volte era necessario inserire due dita in gola per provocare il vomito.
D: ah, era un vizio…o probabilmente una cosa a cui il tuo corpo era ormai abituato
R: poi andai ancora x poco dalla psicologa che mi consiglio di parlare con quel ragazzo e di chiarire questo brutta situazione,
comunque non era un vizio: il mio corpo x giorno non ne voleva sapere di mangiare(una volta sono stata una settimana senza mangiare), e poi tutto ad un tratto mi veniva una fame incontenibile che mi faceva mangiare tutto quello che trovavo, poi però il mio corpo rifiutava il cibo e così rimettevo.
D: e invece da quel consiglio della psicologa che cosa hai fatto?
R: si da quel consiglio iniziai a parlare piano-piano con quel ragazzo e finalmente chiarimmo quell’ inconveniente. Lui si scusò e mi spieghò che anche lui si era lasciato andare senza volerlo. Adesso io e lui siamo ottimi amici.
Autrice: Anonimo.
Fonte: Anonima.

30 Responses to “Racconto di un ex bulimica e di una “storia pericolosa””

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  1. 21
    fabry guido the quiero Says:

    CIACIACIA BLABLABLABLABLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  2. 22
    claccccccccla Says:

    commovente!!!!!!!!!!!!!!brava!!!!!!!!!!!!!!!

  3. 23
    stardust Says:

    ma cos’è una bufala????????
    sembra seroamente una stronzata…io
    sn bulimica… e non è assolutamente come la dscrivi tu! poi il finale the end….buahahah!

  4. 24
    Shadow Says:

    Scusate chi mi può spiegare che cos’è la bulimia? X pokerface come mai sei stata così male?

  5. 25
    Miri Says:

    brava!!!!!!! (nel senso bell’articolo)

  6. 26
    Travis Says:

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  7. 27
    ___kikka♥ Says:

    anke a me è piaciuto molto qst articolo…
    sks travis a cosa ci serve quel sito??

  8. 28
    fiammetta Says:

    una delle mie amiche più intime, è morta. si è suicidata perchè era anoressica, aveva problemi in famiglia.

  9. 29
    MoonlightShadow Says:

    Fiammetta: io spero per te che sia una trollata tipica di ragazze sceme, perchè se fosse accaduto veramente, avresti dovuto tenerlo per te, nel rispetto della famiglia! -.-

  10. 30
    consuelo Says:

    ciao a tutti sono Consuelo
    ho 39 anni e sono ancora bulimica
    con o senza autoinduzione al vomito
    senza autoinduzione al vomito si vive di più ma ho 40 kg in più e non vivo in un corpo che riconosco mio

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